martedì 13 maggio 2008

Quali malattie può provocare

Quali malattie può provocare
Asbestosi
Malattia cronica che determina insufficienza respiratoria.
Si manifesta dopo almeno 6-10 anni, è una malattia tipicamente professionale provocata da elevata esposizione a fibre di amianto, come quella che si verificava nelle miniere o nelle aziende che utilizzavano tale minerale.
Oggi l’asbestosi è in pratica scomparsa dagli ambienti di lavoro e non si riscontra negli ambienti di vita.
Cancro del polmone
E’ il tumore più frequente negli esposti ad amianto per motivi professionali.
Si manifesta a distanza di anni dall’esposizione ad amianto.
Mesotelioma pleurico
Tumore maligno, è molto raro nella popolazione generale (1-7 casi per milione di persone all’anno), ma si presenta con frequenza molto superiore nei soggetti esposti ad amianto.
La latenza di questa malattia è molto lunga (superiore ai 20 anni).
L'abitudine al fumo potenzia considerevolmente l'effetto nocivo dell'amianto

40 commenti:

Anonimo ha detto...

mio marito e' un militare della marina militare in pensione dal 2000 ,nel 2005 gli e' stato diagnosticato un tmore mesotelioma pleurico maligno .La marina ha rigettato la domanda di causa di servizio .Molti colleghi ,sono 500 i casi, sono morti a combattere sono le vedove.Noi non abbiamo un sindacato ,un'. associazione che ci riunisca.Non conosciamo i nomi dei caduti.Ognuno pensa per se .Patrizia

Anonimo ha detto...

vorrei sapere perche'la marina rigetta le domande di causa di servizio per Amianto rifacendosi ,come motivazione,a leggi sorpassate.Forse spera nelle lungaggini burocratiche che fiaccano le persone e fanno desistere dal continuare la lotta nei tribunali ,non sanno che aggiungono sofferenza a personale che e' stato imbarcato o impiegato nei vari arsenali, invece di rimanere seduti dietro una scrivania negli uffici dei vari ministeri e non pensavano di ammalarsi e di morire per il lavoro svolto.Il mesotelioma pleurico e' una malattia tremenda.Sapete cosa significa avere difficolta' respiratorie ,non avere la forza di vestirsi per un uomo energico e attivo ? I burocratici della marina si devono vergognare.

Nunzio ha detto...

Premesso che l'art. 13, comma 8, L. n. 257/92; l'interpretazione della norma e la sentenza n. 5 del 12 gennaio 2000 della Corte costituzionale.




- La L. n. 257/92 detta «norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto» e nell'art. 13 prevede una serie di «misure di sostegno» per diverse categorie di lavoratori (cassa integrazione, prepensionamenti, benefici contributivi); in particolare:

- il comma 8, accorda il beneficio ai lavoratori che siano stati esposti alla sostanza nociva per oltre dieci anni, a prescindere dalla natura dell'impresa e da qualsiasi soglia di esposizione.

Come è stato osservato dalla dottrina in argomento, in nessuna delle ipotesi è previsto che il conseguimento del beneficio sia necessario che i lavoratori siano stati direttamente addetti alla lavorazione dell'amianto ovvero a lavorazioni con determinate concentrazioni ovvero a quelle richieste per il pagamento del premio asbestosi.

E stato dunque assunto come elemento determinante il rischio amianto e l'esposizione prevista dalla legge va riferita logicamente a tutto l'ambiente di lavoro «nella logica del rischio»: non solo chi è esposto direttamente ma anche chi è esposto indirettamente subisce il rischio di malattia;

«Per i lavoratori che siano stati esposti all'amianto per un periodo superiore a dieci anni, l'intero periodo lavorativo soggetto all'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall'esposizione all'amianto, gestita dall'INAIL, è moltiplicato, ai fini delle prestazioni pensionistiche, per il coefficiente di 1,5».

I risultati interpretativi raggiunti in pregresse sentenze risultano ora totalmente confermati dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 5 del 12 gennaio 2000 con la quale il giudice delle leggi si è pronunciato sulla norma in argomento.

In particolare, gli «argomenti» utilizzati dalla Corte per giungere alla corretta interpretazione della fattispecie sono rappresentati: dal richiamo all'evoluzione subita dalla disciplina di cui si tratta attraverso le modifiche via via apportate dal legislatore per giungere all'attuale testo normativo; dallo scopo della disposizione; dal criterio costituito dalla durata della esposizione (che deve essere ultradecennale); dall'elemento dell'attività lavorativa (artt. 1 e 3 D.P.R. n. 1124/65) che rimanda al concetto di rischio morbigeno «rispetto alle patologie quali esse siano che l'amianto è capace di generare per la sua presenza nell'ambiente di lavoro».

L'impiego di tali criteri porta la Corte a concludere che «La disposizione denunciata poggia quindi su un sicuro fondamento rappresentato sia dal dato di riferimento temporale sia da quella nozione di rischio che, come è noto, caratterizza il sistema delle assicurazioni sociali».

Nell'attuale sistema assicurativo, secondo il D.P.R. n. 1124/65, tra le malattie professionali risultano tabellate:

- «l'asbestosi» (secondo l'allegato 8 del T.U.) per «lavori nelle manifatture e lavori che comportano impiego ed applicazione di amianto e di materiali che lo contengono o che comunque espongono ad inalazione di polvere di amianto»;

- le altre malattie correlate all'amianto; «Malattie neoplastiche causate dall'asbesto: mesotelioma pleurico, pericardico, peritoneale, carcinoma del polmone». In caso di «Lavorazioni che espongono all'azione delle fibre di asbesto, anche se presenti nel talco», secondo il D.RR. 13 aprile 1994, n. 336.

Nell'uno e nell'altro caso, non viene richiesto di provare in alcun modo l'esposizione ad una determinata concentrazione di fibre; data la tabellarietà della malattia, una volta provata la lavorazione e la malattia, il nesso eziologico è presunto dalla legge.

Infatti, deve essere inoltre evidenziato come - secondo unanimi e risalenti conoscenze di carattere medico scientifico e secondo le univoche prescrizioni normative (direttiva CEE 477/83, D.Lgs. n. 277/91) - non esistono limiti al di sotto dei quali possa ritenersi innocua l'esposizione ad amianto; infatti il rischio morbigeno è rappresentato dall'esposizione in sé, anche a basse dosi (testualmente la direttiva CEE 477/83).

Quanto sopra per evidenziare lil capzioso e strumentale ricorso sia alla Contarp Regionale che alla Direzione Centrale Prestazioni che nella Legge e nelle Circolari non se ne fa menzione alcuna.

La sistemazione e la rimozione di amianto a bordo delle navi militari è ampiamente documentata dalle ampie e particolari relazioni esistenti presso gli uffici Inail, tanto è vero che la stessa Amministrazione Difesa rilascia curricula attestanti tale nociva esposizione/lavorazione; infatti, basta leggere la Relazione stilata con Delibera del 25 Novembre 1999 dall'Ispettorato di Sanità della Marina Militare per togliersi in proposito ogni dubbio.
Pertanto, se la domanda di riconoscimento viene rigettata senza valida motivazione vi sono tutti gli estremi per una denuncia penale per fatti omissivi e, contemporaneamemte citate in giudizio il medico o il collegio che rilascia tale diniego unitamente alla stessa amministrazione. Fatevi risarcire però dalle persone, solo così, una volta che andrete a pignorare i loro beni o le loro pensioni, potranno rendersi conto del male che hanno prodotto; solo se non trovate beni da pignorare, vi farete risarcire dal solito pantalone - che siamo noi tutti -.
Adite la magistratura, non vi è altra via, e assicuratevi che il Vs avvocato sia persona onesta e corretta.
In questo posso esserVi d'aiuto fornendo qualche nome avendo percorso la strada e scremato vari avvocati prima di voi.

Nunzio_c@tele2.it

Anonimo ha detto...

la commissione medica ospedaliera ha detto che la malattia era dovuta al servizio svolto ,i burocrati hanno rigettato la domanda riferendosi a leggi sorpassate anche se abbiamo documentato che mio marito non stava bene e faceva controlli da 2anni prima che gli fosse diagnosticato il mesotelioma pleurico.Ho contattato le vedove di militari e personale civile morto con lo stesso tumore,non sanno cosa fare ,a chi chiedere aiuto ,di chi fidarsi in poche parole non credono di riuscire ad avere giustizia per i loro cari Persomil impiega una vita a rispondere pero' quando vuole una risposta mette il termine di 90 giorni..Il 4 novembre non ho sentito una sola parola in memoria di questi uomini ,come al solito chiacchere..Ho scritto al ministro della difesa....SILENZIO!!!!HO detto ai miei figli che per smuovere le acque devo andare al ministero e incatenarmi forse questo e' l' unico modo per attirare l' attenzione e rendere l' argomento interessante per i giornali e televisioni . Penso che nessuno di noi avrebbe voluto vivere tutto questo,pensavamo di goderci la pensione ,i figli , i nipotini non vogliamo l' elemosina da nessuno vogliamo vedere riconosciuti i nostri diritti e questo certo non ci ripaghera'dalle sofferenze subite ..NON CEDO LE ARMI :COMBATTERO'AFFINCHE' MIO MARITO OTTENGA QUELLO CHE GLI SPETTA IN VITA !!!!!!CHIEDO TROPPO???

Unknown ha detto...

L'unico modo per ottenere il risultato previsto e dovuto è adire il giudice con buoni ed onesti avvocati. Le Istituzioni ed il Ministro scaricano le responsabilità su coloro che non hanno riconosciuto il diritto, se vuole ottenere qualcosa vada a denunciare queste ingiustizie alle redazioni locali dei giornali - per la Nazione, RICCI - ma poi vada SUBITO da un buon ed onesto legale per reclamare il diritto negato.

Sentiti Auguri
Nunzio

Anonimo ha detto...

Ho contattato varie testate giornalistiche di destra ,di sinistra e di centro .Hanno risposto che trattano argomenti di interesse generale.I problemi degli ITALIANI in divisa non interessano.Abbiamo fatto ricorso alla Corte dei Conti di competenza che rinvia le udienze per acquisire prove sull' esposizione all' amianto di mio marito (:la diagnosi di MESOTELIOMA PLEURICO NON BASTA???)di 6 mesi in 6 mesi.NEl frattempo la malattia continua il suo corso inesorabile .Il primo avvocato contattato si e' "dimenticato "di dirci che ,subito dopo il rigetto della domanda , potevamo ricorrere al giudice del lavoro.Mi auguro che mio marito veda riconosciuti i suoi diritti,.Sapete cosa ha risposto l' ufficio contenzioso di PREVEMIL alla corte dei conti ? Di rigettare la domanda di causa di servizio in quanto"l'ufficiale in oggetto " percepiva gia' un invalidita' dovuta a causa di servizio (discopatia)quindi cosa pretendeva ancora?Io vedo ogni giorno le condizioni "dell'Ufficiali in oggetto" peggiorare , vedo come lo avvilisce il fatto di non avere piu' la forza di muoversi come prima ,si stanca presto, gli viene subito l' affanno.Ma non si arrende,ed io con lui..NOI non chiediamo l' elemosina :vogliamo giustizia e RISPETTO e penso di parlare per tutti i colleghi ,che sono morti o che combattono come noi con. questa malattia e contro la burocrazia .Quest' estate sono stata al funerale di due Sottufficiali morti per l'amianto respirato durante la carriera nelle forze armate,Ripeto sono 500 (credo siano di piu')nella marina militare colpiti da tumore correlato all'asbesto,non vivevano nella stessa citta' ,in comune hanno l'imbarco sulle navi m.m ,il lavoro presso gli arsenali m.m,militari e civili senza nessuna differenza accumunati dallo stesso lavoro prestato nell' ambito della marina .Quali prove vogliono?cosa dobbiamo dimostrare?

Unknown ha detto...

gentile signora,

mi contatti al 329-1247011 ho un'idea che non posso rendere pubblica ma che potrebbe essere il suo cavallo di Troia.
Proviamoci !!

Unknown ha detto...

Non conosco con quale motivazione avete adito la Corte dei Conti, presumo per il riconoscimento previdenziale, ma potete sempre adire il giudice del lavoro - se non sono trascorsi 10 anni da quando avete avuto notizia della malattia correlata all'amianto - per violazione contrattuale ex art. 2087 c.c. "L'imprenditore è tenuto ad adottare, nell'esercizio dell'impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”

saluti Nunzio

Unknown ha detto...

.... e cambiate avvocato !!

Nunzio

Unknown ha detto...

da www.altalex.com riprendo la seguente sentenza della cassazione:
Amianto ed omicidio colposo
Cassazione penale , sez. IV, sentenza 11.04.2008 n° 22165
.
La legga e se vuole, prima di adire il giudice del lavoro con l'art. 2087 c.c. denunci per i mancati controlli chi Dirigeva la struttura dove si è ammalato suo marito ed uno dei suoi familiari che non partecipa al processo civile del lavoro, si costituisca parte civile.

Cordiali saluti Nunzio

Unknown ha detto...

AMIANTO articolo apparso su La Nazione del 26 Novembre 2008.

"Da un lato un processo penale che muove i primi passi dall’altra un braccio di ferro fra un ex militare e l’Inail per ottenere i riconoscimenti previdenziali. Sono i due filoni giudiziari e amministrativi pilota attorno alla querelle dell’esposizione all’amianto dei militari di Marina imbarcati sulle navi grigie di vecchia generazione, prima della loro bonifica. Davanti al gup di Verona sono chiamati a difendersi dall’accusa di concorso in omicidio colposo ex capi di Stato Maggiore e direttori generali della Sanità militare per la morte di due sottufficiali. stroncati dal meseiotelioma pleurico, la malattia tipica dell’esposizione all’amianto. C’è grande attesa alla Spezia per lo sviluppo della vicenda giudiziaria. Ma a suscitare grande interesse è la ’battaglia’ personale che sta conducendo Nunzio Cifelli contro l’Inail che fa melina rispetto alla sua istanza di ottenere i benefici previdenziali da esposizione all’amianto. La sua richiesta si ancora alla dichiarazione rilasciata da parte di una Commissione istituita dal Ministero Difesa "" il dipendente è stato adibito, in modo diretto ed abituale, alle attività lavorative previste dall enorme di attuazione dell'art 47 del decreto-legge n. 269/2003"per il riconoscimento previdenziale per esposizione ambientale da amianto. La nota certifica che Cifelli ha navigato per 18 anni su navi a rischio, imbottite di amianto. L’Inail della Spezia ha preso tempo, segnalando la questione alla Direzione Centrale Rischi come “ caso particolare”.... Il commento dell’ex militare è pepato, come nel suo stile battagliero. Di domanda:« In questa Italietta è impensabile, pur avendo titolo, sperare di ottenere benefici riconosciuti dalla legge se non si viene sponsorizzati da partiti, patronati o altro? Infatti, coloro che non vengono sponsorizzati/supportati o muoiono senza aver ottenuto alcun riconoscimento o devono riempire i Tribunali con cause civili che durano anni proprio quando si è in vecchiaia e si ha più bisogno di aiuto economico; lasciando in un cassetto chiuso la solidarietà, l’etica e la morale della quale in molti sono soliti riempirsi a sproposito la bocca».

Che dire, la Mafia è sempre altrove ???

Nunzio

Unknown ha detto...

Pugno di ferro della Cassazione contro le aziende che, ancora oggi, espongono i dipendenti all\'amianto. Il datore rischia una condanna per i decessi e per le malattie contratte anche se il dipendente, molti anni prima, aveva lavorato per brevi periodi in fabbriche a rischi amianto, e anche se la presenza delle sostanze nocive viene accertata nei pressi della sua abitazione.
Lo ha stabilito la Suprema corte con la sentenza n. 42128 del 12 novembre 2008.

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Scarica gratuitamente il testo integrale della sentenza dall\'homepage del sito www. cassazione.net

Anonimo ha detto...

Sono ancora Io ,la moglie di un militare della marina militare malato di mesotelioma pleurico.Sono trascorsi 3 anni dall'inizio del nostro viaggio dantesco con la malattia e con la burocrazia ,niente e' cambiato se non l'aggravarsi della patologia .Risposte ??? ZERO .I nostri uomini non sono considerati "lavoratori",la divisa li rende diversi , non sono tutelati .Hanno creduto in un ideale che non esiste ..Muiono in silenzio .Le vedove non chiedono giustizia ,perche' non credono di ottenerla .La burocrazia gongola perche' risparmia..Voglio che a mio marito venga riconosciuto in vita la causa di servizio e' un suo sacrosanto diritto non e' un invalido civile..e' un invalido del lavoro ..il mesotelioma pleurico e' causato dall'esposizione all'amianto .Ma i burocrati lavorano lentamente una pratica impiega mesi (se va bene)a passare da un ufficio all'altro ,il tumore corre..Mio marito ha subito una carognata quando gli e' stata rigettata la domanda da persomil ..Sono tranquilli noi non facciamo notizia..complimenti.

Anonimo ha detto...

Gentile signora,
l'anonimato va bene all'inizio, ma a chi ti fornisce il proprio numero telefonico, la gentilezza e l'onestà và ricambiata.
Pertanto se vuole avere un contato con lo scrivente indichi anche Lei un recapito, a me non piace dialogare sempre con gli sconosciuti.
Comunque, considerato il caso, mi sembra strano che nessuno Le abbia mai indicato di rivolgersi all'inail con la documentazione in Sue mani e con le destinazioni diservizio di Suo marito per chiedere, sempre e solo all'Inail, il riconoscimento della malattia professionale per patologia aminato correlata.

Cordiali saluti ed auguri

Nunzio

Anonimo ha detto...

Invio notizia che può essere utile all'anonimo della Marina Militare:
RISOLTO IL PROBLEMA “AMIANTO”

del Gen. Vincenzo Ruggieri



In occasione di un vivace ed interessante congresso tenutosi presso il Circolo Ufficiali “Vittorio Veneto” della Marina Militare in La Spezia, fu trattato in maniera approfondita il problema dell’amianto e le conseguenze spesso letali della infermità (mesotelioma) contratta per servizi svolti in presenza di tale impasto di minerali. Il problema interessava in particolare il personale della Marina Militare e era quindi poco noto a noi dell’Esercito. Infatti esso fu illustrato con interessanti dettagli da un Capitano di Vascello che si vide respingere la domanda di pensione privilegiata, pur in presenza di un riconoscimento dell’infermità, in quanto erano trascorsi più di cinque anni dal collocamento in ausiliaria cosi come prevedeva l’art. 169 del DPR 1092/1973. Atteso che nel 1973 non erano note le nefaste conseguenze che i contatti con l’amianto avrebbero prodotto nel tempo.

Va da sé che la chiave di volta del problema era racchiuso solo e soltanto nel citato articolo 169. Occorreva quindi un provvedimento di legge inteso a promuovere la modifica del citato articolo per renderlo compatibile con i tempi di incubazione della “nuova” infermità. In quella sede fu lanciato, anche da parte delle più rappresentative Associazioni Militari un forte e chiaro appello ai vertici istituzionali della Repubblica Italiana, politici e militari. L’appello consisteva nella richiesta di modificare l’art. 169 del DPR 1092/1973 laddove prevedeva il termine decadenziale di cinque anni dal collocamento in ausiliaria. La richiesta era motivata dal fatto che la malattia, cosiddetta dell’amianto, si manifesta dopo trenta e più anni di incubazione per cui era impossibile poter presentare entro tali termini la citata domanda.

L’appello fu accolto. Ma passò sotto silenzio. La norma fu modificata ma non fu data a suo tempo, come si suol dire “la massima diffusione”. Infatti, è noto che un D.P.R. non segue il tormentato iter di una legge passando dalla Camera al Senato o viceversa per cui venne a mancare quella
diffusione conoscitiva che ne pubblicizza i contenuti.

Dopo due anni, e dopo varie reiterate richieste e petizioni, proprio chi scrive, scopre che la “variante” all’art. 169 del DPR 1092/1973 è racchiusa nell’art. 6 del DPR 243/2006, dove si legge che

“l'accertamento della dipendenza da causa di servizio, per particolari condizioni ambientali od operative di missione, delle infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegue il decesso, nei casi previsti dall'articolo 1, comma 564 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è effettuato secondo le procedure di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, prescindendo da eventuali termini di decadenza.”

Va da sé che le particolari condizioni ambientali od operative ricomprendono quelle infermità che si possono manifestare dopo diversi anni dall’evento: infermità dal contatto dell’amianto e/o dall’uranio impoverito.

Purtroppo, anche dopo l’entrata in vigore del DPR 243/2006, Previmil continuava a respingere le domande di riconoscimento dell’infermità sempre con la stessa motivazione: “l’infermità non risulta constatata durante il servizio con la prescritta procedura medico-legale, che tale constatazione non è stata chiesta dall’interessato neanche entro il termine di cinque anni dalla cessazione del servizio, pertanto la domanda è respinta”. Questo in sintesi il contenuto di un decreto in data 25.09.2006, della ex 18^ Divisione PERSOMIL.

Al Capitano di Vascello non restava di rivolgersi alla Consulta contestando che la domanda non poteva essere presentata entro il quinquennio in quanto la particolare infermità si manifesta oltre trenta/quarant’anni di incubazione. Da qui l’aspetto illegittimo della norma. Pertanto, la Corte Costituzionale, in accoglimento del ricorso, con sentenza n. 323/2008, pur in vigenza dal più volte citato D.P.R. 243/2006, ha dichiarato illegittimo l’art. 169 e, sostituendosi al legislatore allo scopo di non creare un vuoto normativo, ha disposto che il previsto termine decadenziale del quinquennio decorresse - per qualsiasi infermità - non dalla data dal collocamento in ausiliaria ma dalla data della manifestazione della malattia. Sorprende tuttavia nella sentenza il mancato riferimento al D.P.R. 243/2006 che pure ha inciso in maniera determinate sullo stesso argomento. Infatti all’art. 6 del citato D.P.R., che tratta segnatamente il “Riconoscimento delle infermità per particolari condizioni ambientali od operative”, per talune infermità, va oltre il quinquennio e l’istanza potrà essere presentata senza limiti di decadenza. Oltre a prevedere altre provvidenze economiche di un certo rilievo.

Pertanto, ancorché sia stato superato il quinquennio della data di cessazione dal servizio, gli interessati potranno riproporre domanda intesa ad avviare l’iter per il relativo riconoscimento dell’infermità contratta in servizio e per cause di servizio, se non già riconosciute.

Questa previsione “se non già riconosciute” viene formulata da chi scrive proprio perché in diversi casi l’infermità è stata “si” riconosciuta contratta in servizio e per cause di servizio dopo decorso il quinquennio ma senza l’attribuzione del trattamento di privilegio.

Un comportamento irrituale per cui l’Amministrazione della Difesa riconosce il danno ma non il risarcimento.

Tuttavia, secondo il tenore della sentenza, se è trascorso il quinquennio dall’insorgere dell’infermità il diritto ahimè risulterebbe decaduto.

Ignorando il più volte citato D.P.R., in tal senso si esprime anche l’INPDAP con nota operativa n. 35 in data 15 ottobre 2008.

Il condizionale è d’obbligo. In quanto se è trascorso il previsto quinquennio dall’insorgere della malattia, soccorre il D.P.R. n. 243/2006 che detta disposizioni particolari per i soggetti equiparati alle vittime del dovere.

Pertanto per coloro che malauguratamente siano afflitti da infermità contratta in servizio e per cause di servizio per contatto con l’amianto, i termini prescrizionali previsti dalla sentenza sono ininfluenti.





FACSIMILE

AL MINISTERO DELLA DIFESA

MARIUGP – 4° Rep. – 3° Ufficio

00100 ROMA





OGGETTO: Istanza per la concessione delle provvidenze previste dal DPR 243/2006 e successive modificazioni ed integrazioni.





Il sottoscritto (grado casato e nome) nato il_______________a______________ e residente in___



_____________Via_____________________n.________ in quiescenza dal___________________.



Premesso che gli è stata diagnosticata la seguente infermità:



mesotelioma_______________(o altra infermità connessa all’amianto)___ della pleura,



come da allegata certificazione sanitaria rilasciata dall’Azienda Ospedaliera___________________



in data_____________________.



Premesso che durante la sua vita e carriera militare ha svolto lungo servizio sui i seguenti mezzi



navali militari sui quali è stato imbarcato per missioni operative nazionali ed internazionali, e che



pertanto è stato inevitabilmente esposto in ambienti caratterizzati dalla presenza di amianto e che la



stessa infermità sia da considerarsi contratta in servizio e per cause di servizio,



C H I E D E



che la predetta infermità venga riconosciuta dipendente da cause di servizio per le citate condizioni ambientali ed operative ai fini della concessione delle provvidenze indicate in oggetto.



Arruolato in data_____________________;

dal______________al_______________ imbarcato su_______________

dal _____________al________________imbarcato su_______________

dal______________al_______________ grandi lavori su mezzi navali presso l’Arsenale della Marina Militare;

__________________________________



___________________________________



Data____________________



Firma



n.b.ognuno potrà apportare modifiche che meglio crede alla luce del proprio servizio svolto.

Anonimo ha detto...

Un ringraziamento particolare al Gen. Ruggieri,seguo gli argomenti da Lui trattati con professionalita'e fermezza ed a Nunzio .La salute di mio marito peggiora di giorno in giorno anche se cerca di reagire', ormai non si alza piu' dal letto .Il tumore ha invaso altri organi e lui si avvilisce perche' si stanca al minimo movimento e la chemio non aiuta.Non voglio piangermi addosso ,la nostra storia e quella di tanti militari e civili che hanno subito o subiscono, nel silenzio piu' assoluto ,le sofferenze della malattia e il trattamento "cordiale" di persomil.La mia "rabbia" e' verso coloro che ci hanno trattato con sufficienza ,finta saccenza ,HAnno rigettato la domanda a prescindere.Grazie a quanti si sono dimostrati sensibili e umani .

Unknown ha detto...

E' molto triste quanto afferma, ma il suo avvocato come intende agire ??

Non si arrenda, rimanga combattiva, vada fino in fondo, non si faccia insabbiare " dal sistema" come una pratica burocratica, continui a difendere i diritti di Suo marito al quale porgo sinceri auguri con la segreta speranza di una miracolosa guarigione.

Rimango a Sua disposizione se in qualche modo posso esserLe utile .

Cordiali saluti

Nunzio

Anonimo ha detto...

Vorrei capire una cosa .La marina ,Persomil ,rigetta le domande di causa di servizio rifacendosi ad una legge del 1973 ,quando ho fatto presente che nel 1994 e nel 2006 il Presidente della Repubblica aveva decretato con DPR stabilendo delle regole diverse in materia di data di scadenza per la presentazione delle domande,mi hanno risposto che loro devono tenere conto solo delle leggi della Corte Cost..Mi chiedo :per quale motivo il Presidente perde tempo a decretare ?Quello che mi hanno detto ,e' vero??

Unknown ha detto...

Al sottoscritto non risulta essere possibile ciò che afferma.
Le suggerisco di farsi rappresentare da un legale, non perda tempo per far valere i Suoi diritti comunicando con chi ha interesse a menar il can per l'aia per ritardare e far prescrivere un Suo diritto.

Anonimo ha detto...

Le garantisco che,chi tratta le pratiche di causa di servizio ha detto che loro tengono in considerazione solo le leggi della Corte Costituzionale,queste sono le direttive .La domanda sorge spontanea,perche' il Presidente della REpubblica ,perde tempo con i DPR????

Unknown ha detto...

e perchè colui che tratta le pratiche dovrebbe averLe detto la verità ??

Vada da un legale, mi ascolti !!

Anonimo ha detto...

Sono andata da un legale.Abbiamo ,presso la Corte dei conti ,la causa contro il rigetto della domanda da parte di Persomil.Siamo stati sfortunati.Pensi che la sentenza del 1-08-20008l'ho presentata io.Lei deve anche pensare,che con una malattia da combattere momento per momento,entrando e uscendo dall'ospedale,che molte volte si ha voglia di mollare tutto .Poi vedo la sofferenza di mio marito che si ripercuote su tutta la famiglia ,abbiamo 3 figli e una nipotina affezionatissima al nonno,e subentra la "rabbia" , cosi' va avanti la nostra vita,senza nessun progetto ,vedendo mio marito indebolirsi sempre di piu',che ti chiede di lasciarlo morire ,che ti dice che e' stanco di essere torturato con cure che non lo aiutano.Mi sto' piangendo addosso ??NO!! Sono momenti di vita che non avrei mai voluto conoscere parlo ,credo a nome di tutti i colleghi ,militari e civili che hanno subito le nostre stesse esperienze.A loro va' il mio pensiero.Non conosciamo tutti sappiamo che nella stessa Barca siamo in 1000 .Il comandante di questa barca ,invece di aiutare i suoi uomini ad avere GIUstizia li ha scaricati in mare.Questo mi aiuta ad andare avanti ,questo non mi fara' demordere.GRAZIE per le sue risposte .Mi chiamo Patrizia

Anonimo ha detto...

Ben conosco il mostro che fagocita vite umane in nome di un ipocrito dovere che offende, invece, qualsiasi civile coscienza.
Ci siamo illusi di appartenere ad una famiglia mentre di fatto si è sempre stati soli e questo lo si capisce, purtroppo, quando è tardi, proprio nel momento del maggior bisogno ci accorgiamo del deserto che ci circonda.
Non ho capito la frase " Siamo stati sfortunati.Pensi che la sentenza del 1-08-20008l'ho presentata io." può spiegarmela meglio ?

Comunque brava sig.ra Patrizia, il Suo dovere primario è non mollare e non lasciarsi intimidire dai tempi della giustizia; quando arriverà sarà grazie al suo impegno profuso e speriamo che suo marito possa guarire e vivere meglio.

Sinceri auguri e se vuole mi faccia sapere.
Nunzio

Nunzio_c@tele2.it

Anonimo ha detto...

Per l'anonimo che vorrebbe capire:

la Corte Costituzionale, in accoglimento del ricorso, con sentenza n. 323/2008, pur in vigenza dal più volte citato D.P.R. 243/2006, ha dichiarato illegittimo l’art. 169 .. omissis...

LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 169 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), nella parte in cui non prevede che, allorché la malattia insorga dopo i cinque anni dalla cessazione dal servizio, il termine quinquennale di decadenza per l'inoltro della domanda di accertamento della dipendenza delle infermità o delle lesioni contratte, ai fini dell'ammissibilità della domanda di trattamento privilegiato, decorra dalla manifestazione della malattia stessa.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 30 luglio 2008.
F.to:
Franco BILE, Presidente
Maria Rita SAULLE, Redattore
Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere
Depositata in Cancelleria l'1 agosto 2008.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: DI PAOLA

Cordiali saluti
Nunzio

Anonimo ha detto...

Il 26 gennaio,alle ore 23 e' morto ,il Capitano di Vascello G.N.,Francesco Sorgente.Ha combattuo per tre anni ,una battaglia contro un tumore terribile .Ha resistito con tenacia,a cure dolorose.Non vedra' riconosciuti i suoi diritti.HA VINTO LA lunghezza burocratica,l'indifferenza delle istituzioni,

Anonimo ha detto...

Il 25.01-2009,alle ore 23,oo,ci ha lasciato un marito meraviglioso ,padre e nonno affettuoso .Amava la vita ,ha combattuto per 3,lunghissimi, anni ,una dolorosa,dignitosa battaglia contro un male,mesotelioma pleurico,che non lascia scampo.
Grazie Nunzio ,

Anonimo ha detto...

Grazie di che signora Patrizia;
quando si abbatte su di noi una tragedia così grande non ci sono parole che possono consolarci ma si può e si deve solo riflettere sulla inutile sofferenza che siamo capaci di creare.

AugurnadoLe che il futuro non Le sia greve, invio cordiali saluti
Nunzio

mimmo ha detto...

Salve, sono un sott/le della M.M. volevo avere più notizie riguardo il riconoscimento all'amianto. Sicuramente le vostre storie sono bruttissime ma mi chiedo: E' possibile arrivare a tanto? Come si può essere così? Ho più di 10 anni d'imbarco (come richiede la regola), feci domanda nel 2005 per ottenere qualcosa....ma non ho ricevuto risposte. Altri non della M.M. hanno ottenuto dai 6 anni ai 10 di abbuono. Mi chiedo: MA LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI? Vi prego sò che la vostra realtà è molto più tragica ma fatemi sapere qualcosa, il mio indirizzo e-mail è alemi99@tiscali.it (sull'oggetto mettete NO AMIANTO così vi riconoscerò subito), ho bisogno di parlare con gente che già sa....
P.S. Abbraccio tutti voi che vivete ogni giorno giorni d'angoscia.Scrivete, scrivete, SCRIVETE.

Pietro Serarcangeli ha detto...

AMIANTO: GUARDATE TUTTI QUESTO SITO, C'E' UN FILMATO MOLTO INTERESSANTE.http://www.telecitta.it/viewvideo.php?id=22960
PIETRO SERARCANGELI

Pietro Serarcangeli ha detto...

Sono un ex Sottufficiale della Marina Militare. Ho attivato un blog dal nome "combatto per i deboli". Visitatelo e commentate. I colpiti da amianto vi si riconosceranno. Ricordate che l'amianto è ancora presente in grandi quantità, anche la dove, secondo la legge 297/92, non ci dovrebbe essere. Noi dobbiamo unirci per difendere i nostri diritti, anche di coloro che non ci sono più. A seguito della mia denuncia nei confronti del Ministero della Marina, sono stato contattato dalla trasmissione "MI MANDA RAI TRE" alla quale dovrò partecipare. Vorrei che interveniste anche Voi, numerosi. Specie le VEDOVE di ex Ufficiali e Sottufficiali che non hanno visto riconosciuti i doverosi indennizzi. Combattiamo insieme amici, per noi e per i nostri figli e in memoria dei nostri Defunti.
Pietro Serarcangeli

Anonimo ha detto...

Sono stanca della burocrazia..Vorrei prendere tutte le carte della causa di servizio e buttarle via..Amianto,e'una parola che molti menzionano senza capire e conoscere quali effetti dannosi ,malattia, sofferenza annullamento della dignita'provoca nei Lavoratori civili ,militari che, senza saperlo ,mentre lavoravano venivano esposti e respiravano le fibre di amianto.I loro superiori cosa fanno per Questi Uomini ?....Rendono la vita ancora piu' difficile con la ..burocrazia,per il riconoscimento dei benefici..Parlare con alcune persone del Ministero ti fa venire voglia di desistere ...

Unknown ha detto...

Poche ciance , e seppur con dolore facciamo quello che non si aspettano:organizziamoci e marciamo su Roma per uno sciopero della fame.
Solo così, riusciremo a dimostrare che esistiamo e che meritiamo rispetto.
Basta con l'anonimato ed usciamo allo scoperto con la Nostra dignità di Cittadini.
Nunzio Cifelli

P.S. Proprio per dire a questi negazionisti dell'amianto di stato che "sfacciatamente" negano la relazione tra il rischio, l’insorgenza delle patologie e l’esposizione all’amianto.
Questo fenomeno, ricorda molto da vicino quello del revisionismo dell’olocausto che, nonostante le prove evidenti dello sterminio nazista, nega l’esistenza dei campi di concentramento: questi sono i dirigenti che sono a capo delle amministrazioni che ci governano: poveri noi !!

fabio1964 ha detto...

Uno studio legale americano sta cercando personale italiano , militare e non(o loro familiari )che abbia prestato servizio in Marina su alcune navi e sia stato colpito da patologie che sono state riconosciute correlate all amianto secondo la legge americana. Vi sono gia' state diverse transazioni extragiudiziali.
Lo studio legale è rinvenibile su www.lockslaw.com ed hanno anche un contatto in Italia.
Per eventuali altre informazioni potete scrivermi a fabiodellino@hotmail.com

Anonimo ha detto...

XXX - sono anche io un militare, seguendo orgogliosamente le orme di mio padre, che nel 2004, a causa di un mesotelioma pleurico è deceduto. prestava servizio come macchinista in molte navi della marina militare.
tengo a precisare che lo "stato" ha riconosciuto tutti i diritti del caso a mia madre, ma tutt'oggi non siamo stati ancora liquidati. lasciando stare l'aspetto monetario, ma dopo 5 anni ci sentiamo presi ancora in giro dallo stato italiano e siamo sballottati da una richiesta all'altra in nome di una burocrazia assurda. mi VERGOGNO di servire, come ha fatto mio padre per 30 anni, questo stato. E' assurdo.
mia madre anche se con decreto di pagamento della corte dei condi, tutt'oggi non percepisce nessuna pensione privilegiata, così come dovrebbe essere, eco indennizzo nenache a parlarne, ed in ultimo il risarcimento che lo stato ci ha concesso nenanche l'ombra. chiedo a tutti di combattere come abbiamo fatto noi, per la memoria di mio padre che ha sacrificato la sua giovinezza e la vita per un
stato ingrato.
VERGOGNATEVI QUESTA NON è CIVILTA'

Pietro Serarcangeli ha detto...

Il 28 maggio u.s. sono stato gentilmente invitato, quale ex sottufficiale della Marina Militare ed ex esposto all'amianto, al convegno "Amianto e Salute - Rapporto 2009" presso il Palazzo Civico di Sarzana. Purtroppo sono rimasto deluso. Sarebbe stato troppo bello se questo convegno fosse stato come avevo auspicato e invece no! La solita scontata cascata di parole condita da una sequela di fredde, sterili immagini di grafici e statistiche delle più svariate regioni a livello nazionale e mondiale (era necessario?) sui casi accertati di mesotelioma polmonare! Gli esperti che si sono succeduti nel prender parola, si sono ben guardati dall'iniziare la manifestazione col dire, ad esempio: Prego, osserviamo un minuto di silenzio per i deceduti a causa dell'amianto, TUTTI, nessuno escluso! E non hanno nemmeno chiesto se, tra i presenti nella sala consiliare del comune di Sarzana, vi fosse qualche esposto all'amianto! Che sensibilità, che delicatezza sarebbe stata! Così, dopo una fugace, frettolosa apparizione del sindaco di Sarzana che lasciava, immediatamente dopo, il luogo "per altri urgenti e inderogabili impegni", la gentile Barbara Fidanza, che sentitamente ringrazio, introduceva il primo ospite.

Pietro Serarcangeli ha detto...

2^ parte: Così prendeva la parola il dottor Pier Aldo Canessa, Direttore di Pneumologia dell'ospedale di Sarzana che, con grande professionalità e con l'aiuto di mezzi informatici, mostrava fotograficamente e con alcuni video, quanto può essere disastroso, devastante e senza speranza il MESOTELIOMA PLEURICO POLMONARE! Ma tante grazie, dottore. Se un barlume di speranza ci fosse stato nelle nostre teste (dico nostre, di NOI ESPOSTI LUNGAMENTE ALL'AMIANTO)lei ha fatto in modo che fosse spazzato via! Ma è meglio così: parlare chiaro una volta per tutte! Non ci sono speranze per chi è colpito dal cancro amianto! E non vanno spesi soldi, tanto non servirebbero a nulla! Lo ha detto anche Lei, caro dottore: è inutile ogni tipo di azione, non c'è terapia! E poi, tra circa dieci anni Lei sarà già in pensione e, quindi, perchè preoccuparsi più di tanto? Soldi non ce ne sono, personale ancor meno e, quindi, se non si fa più di tanto ci sono tutte le giustificazioni!
Evviva! Anche altri interlocutori, mostrando le loro statistiche (peraltro risalenti agli anni novanta) hanno proferito inesattezze: il responsabile C.O.R. della Liguria dottor Valerio Gennaro, dice le sue con l'ausilio delle solite grafico/statistiche e mette al primo posto, quale causa principale dei decessi in Liguria, la cantieristica navale perchè, dice lui, non ha altri dati disponibili. Incredibile! Ma Lei, dottor Gennaro, dove vive? Ha mai sentito parlare della Marina Militare Italiana? Le hanno mai detto che i morti più numerosi per mesotelioma sono gli EX SOTTUFFICIALI MACCHINISTI E MOTORISTI DELLA MARINA? Come è possibile che non lo sappia? Il bello è che il Suo intervento, in scaletta, prevedeva un "presentazione nuovi dati". Non ci posso credere! Passiamo oltre. Prende la parola un certo dottor Edoardo Bai il quale, con grande saccenza, tra una grattatina di testa e l'altra
butta la una battuta spiritosa sul politico del momento (lo fanno tutti, non vedo perchè lui dovrebbe esimersi e poi, visto l'argomento gioioso che si sta dibattendo, ci sta proprio!).

Pietro Serarcangeli ha detto...

3^ parte: Bene, questo signore ci da una notizia confortante: non solo l'esposizione prolungata all'amianto provoca il mesotelioma e tutte le complicanze ad esso correlate, ma, "udite udite", per i più "sfigati" può provocare il cancro alla gola, allo stomaco, ai reni e, infine, meraviglia delle meraviglie, ai coglioni! (si, ho detto "coglioni"). Caro dottor Bai, a nome di tutti gli ex sottufficiali della marina e del gruppo "sfigati" dei quali sono parte e rappresento, io la ringrazio di questa bella notizia! Non c'è altro sul piatto? Che so, una battutina sull'ultima velina che si è accompagnata con un trans oppure....... be, faccia Lei. Tanto con il clima festoso che respiriamo, male non farebbe! Ma della "tutela della salute nei luoghi di lavoro" che dovrebbe essere il Suo "pane" neanche una parola? Ma! Passiamo oltre.
Prende la parola il dottor Rudy Foddis, "medico ambulatorio medicina preventiva lavoro università di Pisa" che porta avanti la solita tiratera di nefaste notizie.
Io non reggo più! Mi brucia la sedia sotto il posteriore! Sono sul punto di alzarmi e urlare ma mi trattengo. Sono un tipo sanguigno, esplosivo e faccio uno sforzo sovrumano per controllarmi! Signori miei ma cosa state dicendo? All'aspetto psicologico di un esposto all'amianto non avete pensato? Non vi siete accorti che qui manca proprio LUI, l'ospite principale? Chi è? Ve lo dico io chi è. E' un esposto all'amianto, ecco chi è. Solo LUI potrebbe trasferirvi gli stati d'animo e dirvi come si vive e come vive chi gli sta attorno, la Sua famiglia! Voi tutti siete lontani anni luce dal problema! Voi, al di là delle Vostre belle statistiche, non sapete nulla degli aspetti più drammatici, delle morti e dei dolori silenti, delle persone meravigliose che ho conosciuto e che, dignitosamente, hanno deciso di andarsene così come hanno vissuto! Con grande dignità! Ma cosa ne sapete Voi dei mesi passati in mare buttati laggiù, nel ventre della nave, inconsapevoli del veleno che ci circondava! Cosa ne sapete Voi delle sofferenze patite e di quelle che stiamo patendo adesso sulla nostra pelle! "Benedici nella cadente notte il riposo del popolo: Benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare!" Sono parole della preghiera del Marinaio.........Ringrazio e saluto la signora Barbara Fidanza responsabile dell'Associazione Italiana Esposti Amianto e, insieme a mia moglie, lascio la sala. Pietro Serarcangeli

Anonimo ha detto...

Sono un sott.le dell'A.M in pensione da 13 anni , che per 20 anni c.a. sono stato a contatto indossando per servizio le tute complete ( cappuccio pantaloni giaccone stivali e guanti ) contenente AMIANTO GREGGIO molto friabile che quando si usavano lasciavano moltissimi filamente sulla tuta da lavoro o sulla divisa. Dal 1982 con una legge, questo minerale è stato classificato tossico e nocivo. A seguito di questo pericolo non siamo stati mai avvisati della pericolosità di tale sostanza come viene specificato dal c.c. art. 2087.
Dette tute sono state adoperate fino al 1993 a seguito della legge 257/92.
La pericolosità di questo Killer sono venuto a conoscenza da circa 3 anni, della lunga latenza che può avvenire anche dopo oltre 40 anni dall'ultima esposizione.
Come può un ex esposto all'amianto vivere con questo pensiere sulle conseguenze che potrebbero insorgere.La sorveglianza sanitaria agli espoti ed ex esposti all'amianto non è mai stata effettuata e seguito delle leggi: 277/91, 257/92,626/94 257/06 ( su Direttiva Europea ) e dal testo unico art.81/2008, fino ad oggi sia dal datore di lavoro ( Lo Stato ) prima e sia dalla sanità regionale oggi, perchè nella mia regione ( Lazio ) non viengono applicate tali leggi.
Per quanto riguarda i benefici della legge 257/92 art.13 com. 8 , il legislatore solo per non aver messo ( e non hanno l'assicurazione obbligatoria Inail ) ci sono voluti 12 anni per essere inseriti anche quelli del pubblico impiego compresi noi militari, con il D.I. con l'applicazione dell'art. 47 del 2004. Da giugno 2005 della presentazione della domanda per il riconoscimento dei benefici ad oggi ancora non ricevo il curriculum da parte del Gruppo Lavoro Amianto di Persomil , più volte sollecitato con R.R.R. e lettera dell'avvocato. Per poter dimostrare che io sono stato esposto all'amianto ho solo il foglio matricolare e nient'altro.
Purtroppo la macchina dello Stato quando si muove è sempre molto lenta per la loro burocrazia.

Unknown ha detto...

Amianto, Nunzio Cifelli ora querela ministro e commissione militare.

da La nazione del 2.10.2009 cronoca della Spezia
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" ALZA il tiro Nunzio Cifelli - pensionato della Marina Militare con qualifica < Specialista delle telecomunicazioni> - nella battaglia legale per il riconoscimento dell'indennità per l'esposizione all'amianto. " Non ne faccio un caso personale - continua a ripetere - ma un'offensiva a tutela di tutti gli ex colleghi che si sono trovati nelle mie stesse condizioni di esposizione alle fibre killer a bordo delle navi: viviamo nell'incubo di contrarre il mesotelioma ". Ieri mattina si è presentato in procura per presentare una querela dei confronti del ministro della Difesa Ignazio La Russa e dei componenti della commissione per il rilascio dei curricula. La questione, sul piano procedurale, è complessa; in estrema sintesi nel mirino è finito il mancato riconoscimento della mansione, presupposto per l'ottenimento dell'indennità.
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Infatti,in particolare, mentre l'Ipsema riconosce il rischio qualificato ai radiotelegrafisti di bordo, la Marina Militare , d'accordo con l'Inail, hanno inserito la stessa categoria sotto la dizione di " “Destinato al servizio condotta nave” che non è una mansione ma una semplice dizione.
E'palese la discriminazione tra persone che hanno svolto di fatto la stessa mansione. Mansione che il datore non vuol "dichiarare" all'Inail , violando in tal modo quanto stabilito dalla Legge e dalla Circolare Inail n. 90/04 e
il Mod. A1 Amianto dell'Inail :
"in particolare, l'allegato n. 2 al D.M. Del 27 ottobre 2004 n. 16179 (G.U. 17 Dic. n.295) stabilisce che nella Dichiarazione rilasciata dal datore di lavoro deve essere indicata la mansione del lavoratore ;
- e con la Circolare n. 90/04 dell'Inail viene ribadita l'importanza della mansione:
a) “Infatti, l’art. 3, comma 3, del Decreto stabilisce che il curriculum lavorativo rilasciato dal datore di lavoro dovrà contenere ... l’indicazione delle mansioni, ..”.
b) “La presentazione da parte del lavoratore del curriculum, da redigere secondo lo schema di cui all’allegato 2 del Decreto, costituisce la condizione al verificarsi della quale è subordinato l’avvio del procedimento di accertamento e certificazione dell’esposizione da parte dell’INAIL”;
c) “Pertanto, la non conformità del curriculum allo schema di cui all’allegato 2 del Decreto comporta la reiezione della domanda senza ulteriore istruttoria ”.

Queste sarebbero le pp.aa. che devono osservare la legge con le modalità stabilite dall'art 97 della Costituzione, ovvero, devono essere trasparenti ed imparziali; invece, quei cittadini che non hanno nessuna protezione politica/patronale che si permettono semplicemente di chiedere, onestamente, quanto la legge ed i loro regolamenti, disciplinano, vengono trattati con abuso omettendo i previsti atti.
Infatti, gli stessi, non hanno mai proposto Interpello al Ministro del lavoro o indetto una Conferenza dei servizi, una volta che il sottoscritto ha "dimostrato" la disparità di trattamento degli Enti certificatori del rischio amianto, e non lo hanno sollevato il problema nonostante fosse stato richiesto dal sottoscritto; che dire: viva l'Italia e poveri Noi italiani !!

Nunzio

Anonimo ha detto...

carissimi amici come la signora fa bene a non dare le proprie generalita. oggi alle ore12,59 ho contattato mirella n cel 3291247........... da risposta che da non scrivo il numero per la pravasi ma la persona interpellata mi risponde che lui non sa niente anche se lo preso in momento che era impegnatissimo nel traffico.e vero che e una chat di anonimi ma dico fatevi i ca....i vostri e non aggiungete dolore su dolore.
alla signora che scrive anche l'inail fa la parte del leone con leggi antiche a me dopo una domanda di malattia professionale ni a risposto con email non con raccomandata con ricevuta di ritorno perche sa che scatterebbe una denuncia siccome sono un ex militare la risposta e negativa ma dal leggere la risposta era solo a livello di rimborso spese non per visita di malattia professionale. come dice qualche bravo anonimo si rivolga a un buon patronato che a buoni avvocati se iniziano a chiederti soldi mandali a fare nel c.................... perche vogliono solo fregarti i soldi
antonio